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RUGBY E COVID, MORELLI: "TAMPONI RAPIDI COME IN TOP10 PER TORNARE SUBITO IN CAMPO, I NOSTRI ATLETI SI STANNO PERDENDO"

01/02/21

  • RUGBY E COVID, MORELLI:

    L'AQUILA - Replicare il sistema della Top10, per consentire un rapido ritorno al rugby giocato. È quanto richiede il presidente di FIR Abruzzo Giorgio Morelli che, alla luce del rinvio per l'inizio dell'attività agonistica all'11 Aprile, in una nota congiunta con i club del territorio e presentata al Consiglio Federale sottolinea come l'impiego dei tamponi rapidi creerebbe le condizioni di sicurezza e tracciabilità necessarie alla ripresa dell'attività agonistica. "Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico di supporto al Governo considerano i tamponi antigenici (rapidi) al pari di quelli molecolari in termini di affidabilità, sensibilità e specificità. Dunque viene a cadere quella linea di demarcazione che, per questioni economico-organizzative, ha consentito solo svolgimento del campionato di Top10, grazie ad un’idonea iterazione ad elevata frequenza dei test" dichiara Morelli. "I costi dei molecolari, al momento di quelle valutazioni relative al Top10, ovviamente non erano sostenibili per gran parte del movimento; invece oggi, vista la validità ufficialmente riconosciuta dal Sistema Sanitario degli antigenici, i costi sono assolutamente praticabili".

    "Ogni club, in ragione dei costi e della propria organizzazione valuterà quanti allenamenti di contatto poter fare nella settimana. La salvaguardia della salute sarebbe garantita, gli atleti tornerebbero al campo, i club potrebbero offrire un’alta attrattività nei confronti delle famiglie che  vedrebbero i loro ragazzi iper controllati e, cosa da non sottovalutare, qualora il sistema di test rapidi quale semaforo verde per l’ingresso in campo dovesse ben rispondere alle aspettative, analogo sistema consentirebbe una rapida ripresa dei campionati".

    A quasi un anno dall'inizio della pandemia, gli atleti sono ancora costretti ai box, potendo praticare unicamente allenamenti individuali che non possono dare gli giusti stimoli. Il rischio concreto è che gli stessi atleti perdino motivazione e abbandonino il rugby, vanificando gli anni di sacrifici compiuti da sè stessi e dai loro club. "Premesso che la salvaguardia della salute, quale bene primario ed universale, è prioritaria a qualsiasi altra considerazione, le società pongono all’attenzione come vi sia la possibilità di contemperare sia la salute dei tesserati sia la non più procrastinabile esigenza di riprendere l’attività". 

    "Il sistema del Top10 potrebbe essere analogo con costi maggiormente sostenibili, peraltro tutte le Società per sostenere i costi ben potrebbero impiegare le risorse di 2 milioni di euro rese disponibili dalle decisioni delle SS.LL. Nel fare le vostre valutazioni, abbiate presente che i giocatori, anche i più motivati si stanno perdendo e senza di loro la vostra e la nostra ragion d’essere non esisterebbe più" conclude Morelli.

    In allegato, la nota integrale del presidente di FIR Abruzzo.

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