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Parola ai club: l'Amatori Teramo, tra rugby e divertimento

30/11/17

  • Parola ai club: l'Amatori Teramo, tra rugby e divertimento

    Inauguriamo oggi un nuovo spazio dedicato ai club abruzzesi. Una serie di approfondimenti e interviste dedicate, volta per volta, alle realtà regionali di tutte le categorie e i territori. Ad aprire con la prima "Parola ai club" è l'Amatori Rugby Teramo. Buona lettura!


    Lo scorso anno ha festeggiato 40 anni di attività, ma non li dimostra. E' l'Amatori Rugby Teramo, società fondata nel 1976 e rappresentata da due caproni nel logo. La compagine che rappresenta uno dei quattro capoluoghi di provincia in Abruzzo.

    Il rugby a Teramo è la storia di tanti uomini e donne che da anni si impegnano ogni giorno per lo sport in città. Il consiglio direttivo, presieduto dal presidente Giuseppe Di Nicola, è formato da sette consiglieri, come sette sono gli allenatori che si occupano dei settori giovanili – dalla under 6 alla under 18 – e delle due seniores, maschile e femminile. E poi c'è un preparatore che segue le attività delle squadre, e gli stessi giocatori seniores accompagnano nella crescita i più piccoli, come spesso accade nelle piccole grandi realtà rugbistiche in provincia.

    L'Amatori gioca al comunale di Teramo, un impianto centrale per la posizione che occupa in città. Per anni è esistita solo la squadra seniores, dal 2000 è iniziata l'attività giovanile U16 e U18, mentre quattro anni più tardi è iniziata l'avventura del minirugby. E' qui che, tra gli altri, muove i primi palloni Marco Riccioni, pilone classe 1997, capitano della nazionale under 20, quest'anno in forza al Benetton (Pro14) e considerato oggi tra i maggiori talenti italiani.

    "Marco è il nostro esempio di riferimento per i nostri ragazzi – racconta il presidente Di Nicola – è ancora molto legato al Teramo e non perde occasione di darci una mano nelle nostre iniziative fuori dal campo. Non è il solo cresciuto qui: quest'anno, per esempio, anche i fratelli Angelozzi sono arrivati in Serie A a L'Aquila Rugby Club, dopo le esperienze con Paganica e Avezzano".

    La seniores maschile milita nel campionato regionale di Serie C, che incrocia realtà abruzzesi e marchigiane, e che rappresenta uno strumento importante di veicolazione del rugby alla base: "Per noi questo campionato è importante, perché permette di giocare a realtà come la nostra, e anno dopo anno ci consente di fare sempre meglio, per cercare di salire di livello", afferma il presidente biancorosso.

    Ma a Teramo, e non solo, lo sport svolge una grande funzione di aggregazione sociale, insegnando il rispetto per le persone e le regole. Nella città abruzzese è importante anche perché il territorio da mesi sta attraversando una delle fasi più problematiche della sua storia recente: le scosse di terremoto tra l'estate e l'autunno dello scorso anno, e soprattutto quelle nel gennaio scorso, hanno reso inagibili tante abitazioni e fortemente provato la popolazione.

    "Durante le settimane nelle quali si verificavano le scosse siamo andati avanti con gli allenamenti, soprattutto quelli dei piccoli – confida Di Nicola – perché è importante in quei momenti rafforzare lo spirito dell'aggregazione e dell'amicizia. Anche se non nascondo che le preoccupazioni erano tante".

    In una domenica di ottobre, nel 2016, una forte scossa si sentì in città proprio nel giorno di un raggruppamento. Inizialmente il club decise di annullare l'evento, ma poi d'accordo con i genitori e con il Pescara Rugby si decise di trasformare il raggruppamento in una giornata di rugby e divertimento, per scacciare via le paure e i pensieri.

    Una realtà sportiva importante quella dell'Amatori per l'intero comprensorio, ma anche per le collaborazioni con altre compagini abruzzesi: "Già dalla scorsa stagione collaboriamo con il Pescara, e ci stiamo compenetrando con la franchigia Adriatica per i settori U16 e U18, oltre che con i rispettivi tecnici".

    "In aiuto arrivano anche i tecnici del Progetto di Sviluppo Federale, che fungono anche come stimolo per la crescita. Dobbiamo e vogliamo crescere: la nostra priorità è arrivare ad avere un impianto di proprietà che ci permetta di progredire come numero di praticanti. E il Comitato regionale – conclude Di Nicola – potrebbe essere di aiuto e supporto anche nell'abbattere le barriere burocratiche che incontriamo quando ci rapportiamo con le istituzioni".